Ahmed Berraou
Rabat – Marocco
Quest’anno il calendario ci offre una coincidenza significativa: l’inizio del Ramadan e il Mercoledì delle Ceneri, che segna l’avvio della Quaresima cristiana. Due percorsi spirituali diversi, ma accomunati da un invito alla riflessione, alla purificazione e al rinnovamento interiore. Questa concomitanza temporale diventa un’occasione preziosa per rilanciare il dialogo interreligioso, fondato non solo sul rispetto reciproco, ma anche sulla necessità di un linguaggio religioso chiaro, accessibile e comprensibile da tutti.
I rappresentanti delle religioni, che guidano il dialogo interreligioso, hanno oggi una responsabilità particolare: diffondere un discorso che non sia avvolto da ambiguità o da formule dogmatiche incomprensibili, ma che sappia parlare alla mente e al cuore. La fede non deve essere percepita come un enigma riservato a pochi, ma come un patrimonio universale che illumina la vita quotidiana.
In un contesto sociale segnato da un “ignorante dilagante”, dove la scolarizzazione è spesso insufficiente e la capacità critica ridotta, diventa ancora più urgente che il discorso religioso sia alla portata di tutti. Non basta proclamare valori di pace, amore e giustizia: occorre tradurli in parole semplici, in gesti concreti, in messaggi che possano essere compresi anche da chi non ha strumenti culturali raffinati.
Il Ramadan e la Quaresima, vissuti in parallelo, ci ricordano che la spiritualità autentica non è mai esclusiva. Digiuno e penitenza, lettura, preghiera e carità, sono pratiche che trovano eco in entrambe le tradizioni e che possono diventare terreno comune di dialogo. Ma perché questo dialogo sia fecondo, è necessario che i leader religiosi abbandonino linguaggi oscuri e si impegnino a comunicare con chiarezza, evitando dogmi che non si spiegano e concetti che non rispondono alla ragione.
– Facilitare il discorso religioso nel dialogo interreligioso significa:
1- Rendere universali i valori spirituali significa mostrare che pace, amore e giustizia appartengono a tutta l’umanità, e non a una sola tradizione.
2- Parlare con semplicità e trasparenza significa raggiungere anche chi ha scarsa istruzione, evitando formule oscure e dogmi che non si spiegano.
3- Mostrare la complementarità tra fede e ragione significa dare risposte credibili, che parlino al cuore ma anche alla mente, rafforzando la fiducia.
4- Creare ponti tra tradizioni diverse significa valorizzare ciò che unisce, trasformando pratiche comuni come digiuno, preghiera e carità in strumenti di coesione.
Solo così il dialogo interreligioso potrà essere autentico e fecondo, capace di illuminare la società e di contrastare l’ignoranza dilagante.
Che questo Ramadan e questa Quaresima siano il tempo della chiarezza, del dialogo e della pace. Che i leader religiosi si assumano la responsabilità di parlare con parole limpide, affinché la fede diventi davvero patrimonio di tutti.
La coincidenza tra Ramadan e Quaresima è dunque un invito a riscoprire la forza della chiarezza. Solo un discorso religioso limpido, diretto e accessibile potrà diffondere i valori universali della pace, dell’amore e della giustizia, trasformando la spiritualità in un motore di coesione sociale e di speranza condivisa.
Che questo Ramadan e questa Quaresima siano il tempo della chiarezza, del dialogo e della pace.






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