Multiculturalità, partecipazione e territorio: il progetto europeo di community organizing “CONCEIVE” arriva a Torino

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Nella periferia Nord della città di Torino, nel corso degli ultimi tre anni, ha preso vita il progetto pilota di Community Organizing promosso dal Dipartimento di Culture, Politica e Società (CPS) dell’Università degli Studi di Torino e cofinanziato dalla Fondazione CRT, dal Dipartimento CPS e dall’Unione Europea.

Il progetto è nato nel 2018 per iniziativa del professore Luca Ozzano, docente di Scienza Politica e Religione presso l’Ateneo Torinese, in collaborazione con l’Associazione Community Organizing Onlus Italia e dell’Istituto Tedesco di Community Organizing (DICO). L’interesse è di indagare la qualità della vita e la convivenza interreligiosa nei quartieri di Torino nord attraverso la metodologia del community organizing, approccio elaborato da Saul Alinsky negli anni 30 del 900 nelle periferie urbane di Chicago, USA. Nel 2019, il progetto ha preso la forma di un laboratorio di democrazia a cielo aperto finalizzato a rivitalizzare il tessuto sociale, relazionale e associativo di Torino nord. Associazioni, organizzazioni, istituzioni laiche e religiose si sono unite per dare voce al proprio quartiere e fornire ai cittadini (regolarmente riconosciuti e non) una rete di supporto e gli strumenti necessari per promuovere i propri interessi al tavolo dei decisori politici.

Tra le diverse proposte nate dagli incontri locali e internazionali vi è il progetto europeo Community Organizing Networks to Create a European Innovation Vector for Engagement (CONCEIVE). L’iniziativa, volta all’ascolto, allo scambio e alla condivisione di diverse esperienze europee di partecipazione e organizzazione di comunità ha visto un gruppo di persone attive nel percorso di Community organizing Torino Nord operare in concerto con i gruppi internazionali di Community Organizing di Colonia (Stark Koeln), di Berlino (Berliner Buergerplattformen) e di Amsterdam (De Noord As). Oltre a momenti di formazione trasversale sul metodo online e in presenza, il programma prevede tre scambi nelle rispettive città per approfondire le pratiche adottate nel tempo per affrontare ingiustizie sociali e i temi sui cui i partecipanti si sono confrontati direttamente. Il primo scambio è avvenuto a Colonia lo scorso febbraio 2022 mentre il terzo incontro si terrà ad Amsterdam nella seconda settimana di luglio.

I protagonisti del secondo incontro sono stati proprio i torinesi i quali, dal 20 al 22 maggio, hanno ospitato i diversi gruppi europei coinvolgendoli in momenti di confronto sull’esperienza locale di traduzione del community organizing, di formazione sui principali strumenti della metodologia e di conoscenza del territorio, nonché raccontando alcuni dei luoghi simbolo di Torino ed in particolare alcune delle realtà di riferimento di chi abita, vive e anima la città.

Tra le diverse storie dei quartieri urbani, il gruppo di Torino Nord ha voluto valorizzare l’interculturalità e multiculturalità della città chiedendo ospitalità alla Moschea La Palma per accogliere uno dei momenti di condivisione del progetto. La comunità religiosa si è mostrata aperta e disponibile nei confronti dei cittadini e delle cittadine locali e internazionali, alcuni dei quali sono entrati in una Moschea per la prima volta nella loro vita proprio in questa occasione.

Nella mattina di Domenica 22 maggio, il gruppo si è così ritrovato alla Moschea La Palma in via Aquila 34. Pur essendo un luogo di culto, la Moschea appare dall’esterno molto diversa dalla struttura architettonica che tradizionalmente la caratterizza. In assenza di un riconoscimento giuridico di enti islamici di culto, oltre al Centro Islamico Culturale D’Italia con Sede a Roma (Patto Nazionale per un Islam Italiano, Ministero dell’interno, 2017), le moschee sorgono generalmente in zone periferiche e in strutture degradate e lontane dai centri urbani. La Moschea La Palma, come altre sul territorio nazionale italiano, non è quindi ufficialmente riconosciuta come istituzione religiosa dai decisori politici, ma per i suoi fedeli e per chi abita il quartiere con un certo occhio di riguardo verso l’interculturalità e la multi-religiosità, la Moschea La Palma è una moschea a tutti gli effetti oltre ad essere uno dei luoghi di principale riferimento per un’ampia fetta di popolazione del quartiere.

Il particolare, il tema dell’incontro è stato “Anime di Torino nord: tra nuovi e vecchi abitanti. Migrazioni e minoranze etno-religiose” ed è stato introdotto dal Prof. Luca Ozzano, docente del corso Politics and Religion presso il dipartimento CPS, e guidato dalla community organizer Sara Fenoglio, borsista presso l’Università di Torino.

La mattinata è stata interamente nutrita di partecipazione, di ascolto e di condivisione dei diversi punti di vista sul tema tra i partecipanti. Tra gli ospiti sono intervenuti anche Abderrahman Amajou, referente d’area dei paesi del Nord Africa per Slow Food Internazionale, Amir Abdellah Mechnoune, giornalista e Imam di Torino, e un gruppo di giovanissime studentesse della moschea La Palma che ci hanno aiutato a conoscere meglio i pilastri dell’Islam.
L’evento si è concluso con un pranzo condiviso, occasione ideale per approfondire le relazioni prima della ripartenza dei gruppi internazionali. Prossima tappa: il ritrovo ad Amsterdam il prossimo 8 luglio 2022.

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