L’ASCESA DEL MAROCCO CHE INFASTIDISCE I POTERI FORTI.

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Youness El Michaoui

 

 

Pegasus,Marocco cita in giudizio Amnesty e Forbidden Stories per diffamazione davanti al tribunale penale di Parigi

Le autorità di Rabat hanno confutato le accuse contenute nell’ultimo rapporto di Amnesty International, invitando quest’ultima a fornire prove a sostegno delle sue affermazioni definendole ipotesi fantasiose.

Le autorità Marocchine in un comunicato stampa sottolineano che la pubblicazione di questo rapporto e la mobilitazione di un numero così elevato di organi di stampa in tutto il mondo e che ha come obiettivo diffondere accuse infondate, fanno parte di un’agenda mirata contro il Marocco ed i suoi interessi e minare i rapporti bilaterali solidi tra il paese nordafricano e alcuni suoi alleati come la Francia.
Un altra lettura dell’accaduto potrebbe essere una guerra “logica” di concorrenza tra colossi attorno alla commercializzazione delle attrezzature utilizzate nel campo dell’intelligence.

Aldilà dell’interpretazione che ognuno può attribuire a questi fatti,il rapporto non fornisce prove tangibili sul presunto collegamento tra il Marocco e l’intercettazione di telefoni di determinate persone, dimostrando, così, che gli autori del dossier non hanno prove a conferma di queste accuse.
Inoltre,la relazione di Amnesty International sulle attività del gruppo NSO in relazione al Marocco rientra in una serie di azioni intraprese negli ultimi anni dall’organizzazione impegnata in un braccio di ferro con l’azienda israeliana specializzata in software di sorveglianza.

In fine,accusato di aver utilizzato il software-spia israeliano , il regno del Marocco ha deciso di citare in giudizio Amnesty International e Forbidden Stories per diffamazione davanti al tribunale penale di Parigi e ad annunciarlo è stato il legale Olivier Baratelli, incaricato del caso. La prima udienza processuale è fissata per l’8 ottobre davanti alla Camera di Giustizia.

L’avvocato ha spiegato che questa procedura è stata messa in atto per “dissipare queste voci infondate”. “E’ sciocco pensare che il regno del Marocco possa aver intercettato o ascoltato un telefono come quello del capo dello stato francese”, ha detto l’avvocato. “Non ci sono prove materiali”, ha continuato, per sottolineare infine che “Nso, l’azienda israeliana che sembra essere la fornitrice di questo software Pegasus, non ha mai avuto alcun legame contrattuale o commerciale con il Marocco”.

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