Tunisia: Non é un colpo di stato ma volontà di un popolo Stanco

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Dr.ssa Sarah Yacoubi

 

 

Le elezioni presidenziali e parlamentari che si sono svolte in Tunisia a settembre e ottobre 2019 hanno rappresentato una pietra miliare del processo di democratizzazione del Paese.

L’ascesa di figure antipartitiche e di movimenti radicali ha ricordato alle élite politiche tunisine quanto le profonde disuguaglianze socio-economiche e la corruzione continuassero a destabilizzare il fragile sistema politico del Paese.

La frammentazione del panorama politico ha dimostrato che il consenso raggiunto nel 2014, che aveva portato stabilità mettendo fine alla polarizzazione, era ormai giunto al capolinea. Molti elettori erano stanchi di un sistema socio-economico e culturale inefficace.

Lo scenario politico è dunque mutato profondamente anche a seguito della pandemia che ha messo a dura prova il Paese.

Quello che sta succedendo oggi in Tunisia trae pertanto origine dalla colpa dei partiti e dei politici incapaci di dare risposte efficaci e stabili ai problemi socio economici e soddisfare conseguentemente le richieste del popolo.

La sommatoria di vecchie e nuove divisioni politiche hanno così generato un ambiente in cui ha prevalso l’incertezza.

Il COVID-19 ha ulteriormente complicato le dinamiche e aggravato problemi di ormai lunga data come la crisi economica, la disuguaglianza sociale e regionale, l’inadeguatezza dell’assistenza sanitaria e l’instabilità politica, mettendo alla prova le capacità e l’unitarietà della coalizione al potere.

Le sfide che la Tunisia deve adesso affrontare in tempi brevissimi richiedono una forte leadership politica. A tutto ciò il governo Tunisino non ha dato una buona risposta alla pandemia del COVID-19, nè tanto meno a un compromesso che distribuisca l’onere delle riforme economiche.

Questa consapevolezza ha portato il presidente della Tunisia, Kais Saied, a rimuovere il primo ministro , bloccare i lavori del parlamento ed assumere gli incarichi di governo «con l’aiuto» di un nuovo primo ministro di sua nomina.

La mossa di Saied è stata descritta dal governo rimosso come un «colpo di stato», e alcuni commentatori ritengono che ciò potrebbe portare a una grave destabilizzazione del paese. Ma un osservatore neutrale potrebbe anche obiettare che forse il vero colpo di stato silente lo avevano fatto in precedenza i politici corrotti che si stavano arroccando a difesa dei loro privilegi.

Ritengo quindi che quella di Saied sia stata una mossa intelligente e rispettosa della costituzione tunisina ( art. 80 )oltre che del volere del popolo , non a caso la sera di domenica scorsa abbiamo assistito a scene di festa di migliaia di tunisini che dopo il discorso del Presidente Saied hanno festeggiato in strada la rimozione del Governo e il congelamento dei lavori del parlamento.

Non ci sono stati scontri , né vittime o feriti perché i tunisini sono un popolo saggio civile e democratico .

Per questo motivo sono profondamente ottimista !

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