L’assessore alla sicurezza di Voghera spara e uccide il marocchino Youns El Bossettaoui

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Il comunicato del direttivo dell’Associazione Spazio Marocchino Italiana per la Solidarietà

 

di Paolo Rausa

 

In Padania si spara, anche. Molti, troppi episodi drammatici hanno coinvolto ultimamente gli immigrati, fra cui in maggior numero i marocchini. Una guerra sociale. La scomparsa di Saman Abbas, la morte del sindacalista Adil Belakhdim, quella strana e incomprensibile delle due ragazze Hanan Nekhla e Sara El Jaafari tra le pannocchie di mais in una zona periferica del milanese e ora l’omicidio di Youns El Bossettaoui fanno riflettere.

Che cosa ci sta accadendo? “Sono segnali di una conflittualità sociale esasperata e di un razzismo che devono essere contrastati senza se e senza ma.”, sostiene Cristina Giudici di NuoveRadici.World. Anche se l’Italia resta fra gli ultimi posti nelle classifiche dei crimini di odio, l’omicidio di Youns El Bossettaoui, derubricato a eccesso colposo di legittima difesa, deve farci riflettere su cosa siamo diventati, quante vittime sacrificali devono essere immolate per giungere alla inclusione e alla integrazione sociale nella nostra società multiculturale, checché ne dicano i seminatori di odio e di discordie. Nel caso dell’uccisione di El Bossettaoui, dipinto come un pregiudicato che soffriva di turbe psicotiche, da parte dell’assessore alla sicurezza di Voghera, il leghista Massimo Adriatici, colpisce la disparità di mezzi dell’offesa, Da una parte spintoni, dall’altra una pistola con il colpo in canna, segno che l’arma non venina solo brandita per spaventare o dissuadere i malcapitati ma era già pronta all’uso nella psicologia dell’uccisore.

Non si esprime giudizio che spetta alla magistratura. Qui si coglie uno stato d’animo di degrado morale e sociale. Sull’argomento interviene lo Spazio Marocchino-Italiano per la Solidarietà di Melegnano (Mi), una associazione cuscinetto che offre servizi, informazioni ai connazionali e ultimamente, loro malgrado, il trasporto delle salme in patria. Il loro giudizio è preoccupato naturalmente e molto netto. Per il fatto che si sta sviluppando una regressione nei confronti delle comunità straniere e che in alcuni Paesi europei e in Italia in particolare si assiste ad una recrudescenza di atti di odio e razzismo, con un aumento dei crimini associati. Perciò lo Spazio Marocchino Italiano per la Solidarietà deplora il deterioramento di questa condizione in un Paese democratico come il nostro.

Le più sentite condoglianze e vicinanza alla comunità marocchina in Italia e alla famiglia del defunto Younes sono le espressioni commoventi che rivolge alla moglie e ai figli di Younes Boussettaoui, dichiarandosi pronto ad aderire a ogni iniziativa solidaristica per sostenere i diritti della vittima. Ma non si ferma qui. La sua ferma condanna include anche gli istigatori politici al livello più alto.

Sono scossi i componenti del sodalizio per questi eventi luttuosi e si augurano che le autorità giudiziarie italiane siano salde nel trattare con fermezza questi casi e puniscano gli autori. Il loro grido di dolore non li distoglie tuttavia dall’esprimere piena fiducia nella magistratura per assicurare giustizia a tutte le vittime dei crimini razzisti. “Noi crediamo nello Stato di diritto, nella legge e magistratura, – confida Yahya – e cerchiamo sempre di rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Perciò non accetteremo alcuna trasgressione né inazione legale, né interferenza da parte dei partiti politici in questo come negli altri casi.” Questa dichiarazione termina con la speranza che cessino tali atti. Poi con la formula di rito auspicano la misericordia di Dio verso il defunto, che lo metta in Paradiso, perché quello che piace al nostro Signore è che “Apparteniamo a Dio e a Lui ritorneremo.”

San Giuliano Milanese, 23/07/2021

Fonte:italiaexpress

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