Paolo Furia Segretario Regionale PD Piemonte : il mio cordoglio per l’omicidio di Youns El Boussettaoui.
Gentile Direttore,
come Segretario del Partito Democratico in Piemonte voglio esprimere il mio cordoglio per l’omicidio di Youns El Boussettaoui. E’ stato un assassinio perfettamente evitabile:
sarebbe stato sufficiente che l’ineffabile assessore leghista non avesse avuto una pistola, peraltro con il colpo in canna. Credo che si debba assolutamente evitare di farne una questione etnica. Youns era un uomo di 39 anni, che come tanti altri aveva delle difficoltà e avrebbe avuto bisogno di cure. L’Italia è uno dei paesi che investe meno in Europa per la salute mentale. Per prestare un servizio ottimale in grado di raccogliere anche le esigenze di chi, come Youns, viene trascurato normalmente, mancano all’appello 2.000 psichiatri, 1500 psicologi, 5000 infermieri, 1500 terapisti della riabilitazione psichiatrica e 1500 assistenti sociali. In Italia, anche per colpa del COVID-19, le persone con problemi di vario tipo stanno aumentando. E poi c’è il dramma dell’irregolarità. Anche per colpa della legge Bossi-Fini e dell’inutile propaganda di Salvini, oggi in Italia ci sono circa 650.000 migranti irregolari, che lavorano nei campi o come badanti, senza alcuna protezione sanitaria, senza poter firmare un contratto d’affitto. Non conosciamo la storia specifica di Youns e quindi non mi permetto di esprimere giudizi, ma vediamo tutti con i nostri occhi, se non siamo ipocriti, quante persone finiscono senzatetto non per scelta anche a causa di un sistema ingiusto.
Quello che è comunque inaccettabile è che un assessore possa esser lasciato andare a spasso per la sua città con in tasca una pistola col colpo in canna. Oggi le regole per il possesso di un’arma da fuoco da parte di privati cittadini sono decisamente troppo larghe. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un preoccupante aumento delle licenze: gli Italiani chiedono più armi da fuoco. Bisognerebbe aumentare le unità delle forze dell’ordine regolari e ridurre le armi da fuoco private.
Ma il centro del mio ragionamento vuole essere che Youns non doveva essere invisibile. Avrebbe dovuto incontrare un servizio comunale che lo aiutava, non un assessore che lo uccideva. Naturalmente, questo tema non ha nulla a che vedere con la questione etnica e quant’altro. Non mi sento sicuro con in giro persone come l’assessore leghista di Voghera. Anche se è italianissimo.
Grazie per voler ospitare le mie riflessioni sul vostro giornale.
Paolo Furia, Segretario Regionale PD Piemontese.






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