Il Marocco Replica Alle Provocazioni Del Nuovo Ministro Degli Esteri Algerino Alla Riunione Della MNA “Movimento Non Allineato”

italiatelegraph

 

 

 

 

 

Il Marocco Replica Alle Provocazioni Del Nuovo Ministro Degli Esteri Algerino Alla Riunione Della MNA “Movimento Non Allineato”

Nazioni Unite – (New York)

L’esercizio del diritto di replica del Regno del Marocco, a seguito del provocatorio intervento del nuovo ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, durante il dibattito generale della riunione ministeriale del Movimento dei Paesi Non Allineati (MNA) ), tenutosi in formato virtuale il 13 e 14 luglio, l’ambasciatore rappresentante permanente del Marocco presso le Nazioni Unite, Omar Hilale, ha voluto rispondere, in modo dettagliato, a tutte le accuse algerine sulla questione del Sahara marocchino.

In una nota indirizzata alla presidenza azera del Movimento, e diffusa a tutti i membri, il diplomatico marocchino si è detto profondamente sorpreso per la scelta del ministro algerino, che ha affrontato la questione del Sahara marocchino, durante «la sua prima dichiarazione. un forum internazionale, dalla sua recente nomina “a capo della diplomazia del suo Paese. Hilale ha sottolineato che la questione del Sahara marocchino, “che spetta esclusivamente al Consiglio di sicurezza dell’ONU, non era né all’ordine del giorno della riunione, né in relazione al suo tema”. In effetti, la stragrande maggioranza dei ministri si è concentrata esclusivamente sugli sforzi multilaterali per rispondere alle pressanti sfide globali, comprese le conseguenze sanitarie e socioeconomiche della pandemia di Covid-19, ha osservato l’ambasciatore.

In risposta a una pseudo “ripresa del conflitto militare”, evocata dal ministro algerino, l’ambasciatore Hilale ha sottolineato che “questa finzione esiste solo nei comunicati di propaganda del gruppo separatista armato, Polisario, e nei dispacci dell’agenzia di stampa algerina”, insistendo che “senza offesa per il MAE algerino, la situazione nel Sahara marocchino è calma e serena, come debitamente registrato nei quotidiani di Minurso e confermato dai media internazionali”.

Inoltre, la dichiarazione del MAE algerino è “totalmente in contrasto con la realtà sul terreno nel Sahara marocchino”, ha esposto l’ambasciatore marocchino, ricordando che le popolazioni delle province del sud del Marocco “vivono in pace e serenità. e partecipare pienamente allo sviluppo socio-economico della regione, oltre che alla vita politica”. Inoltre, “il riconoscimento da parte degli Stati Uniti della sovranità del Marocco sul suo Sahara è rafforzato dall’apertura di 22 Consolati Generali, dei Paesi membri dell’MNA, nelle città di Laayoune e Dakhla”, ha dichiarato. .

Rispondendo all’appello del ministro algerino per la nomina di un nuovo inviato personale del segretario generale per il Sahara marocchino, l’ambasciatore Hilale ha rimarcato che è “l’Algeria e il gruppo separatista armato che ha creato, il Polisario, che ha rifiutato diversi candidati proposti da il Segretario Generale dell’ONU”. E’ dunque “l’Algeria e il Polisario i responsabili del ritardo nella nomina di un nuovo inviato personale dell’SG” ha ribattuto Omar Hilale.

In risposta all’auspicio del MAE algerino di un processo ONU credibile, Omar Hilale ha ricordato che “questa credibilità è stata sancita dalle Tavole rotonde, come processo, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza 2440, 2468, 2494 e 2548”. Quello che il signor Lamamra ha “consapevolmente nascosto”, ha rivelato l’ambasciatore marocchino. E per affermare che “l’Algeria non può sottrarsi alle proprie responsabilità, che finalmente si è assunta partecipando, come partito, alle Tavole Rotonde, dal 2018”.

Il diplomatico marocchino ha anche osservato che il ministro algerino “non riuscirà a indurre, insidiosamente, i membri della Mna, cercando di ridurre a due parti la disputa regionale sul Sahara marocchino. L’Algeria è e rimane il principale partito e responsabile della persistenza di questo conflitto, da più di quattro decenni, dal gruppo separatista armato interposto”, ha sottolineato Hilale. È per questo che “il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha riaffermato, nelle sue successive risoluzioni dal 2018, la responsabilità delle quattro parti delle Tavole Rotonde, compresa l’Algeria, di partecipare pienamente e rimanere impegnati, dando prova di realismo e spirito di compromesso, per tutta la durata del processo politico fino alla sua conclusione”, ha osservato.

Inoltre, Omar Hilale ha lamentato che il ministro algerino rivendica il diritto all’autodeterminazione per una cosiddetta “repubblica chimerica autoproclamata nella capitale algerina, in violazione del diritto internazionale”. Inoltre, “questa repubblica fantasma, è solo un’entità fittizia, creata, finanziata, armata e mantenuta dall’Algeria, al fine di attuare la sua agenda geopolitica regionale”, ha osservato Hilale. Ha inoltre precisato che non ha alcun riconoscimento “né de facto né de jure”, “né dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, né dall’Assemblea generale, né dalla MNA, né dal G77 + Cina, né dall’Organizzazione per la cooperazione islamica, né dall’organizzazione League, né l’Organizzazione internazionale della Francofonia, né l’Unione del Maghreb arabo”.

Il Rappresentante Permanente del Regno presso l’ONU ha concluso che il ministro algerino, che “si pone come fervente difensore del diritto all’autodeterminazione, nega questo stesso diritto al popolo Kabyle, uno dei popoli più antichi dell’Africa, che subisce il più lunga occupazione straniera”. L’ambasciatore Hilale ha aggiunto che “l’autodeterminazione non è un principio à la carte. Per questo il valoroso popolo Kabyle merita, più di ogni altro, di godere appieno del proprio diritto all’autodeterminazione”.

italiatelegraph


Potrebbe piacerti anche
Commenti
Le opinioni espresse nei commenti sono degli autori e non del italiatelegraph.
Commenti
Loading...