LA DIVERSITÀ, UNA RICCHEZZA PIÙ CHE MAI NECESSARIA

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Si è tenuto a Loppiano il 27 ottobre scorso il convegno “Economia delle culture” promosso dalla Commissione Migrantes della Diocesi di Fiesole, dalla Comunità Islamica del Valdarno, da Loppiano e dall’associazione La Formica Onlus. La proposta del vescovo, Mons. Mario Meini: “Realizzare cicli d’incontri interreligiosi che mettano in luce ciò che ci unisce”.

In base agli ultimi dati ISTAT, lo spaccato sociale del nostro Paese è composto da oltre quattro milioni di stranieri, con una crescita di 334 mila persone nell’ultimo anno, rappresentanti quasi l’8% della popolazione italiana. L’immigrazione, dunque, ricchezza o minaccia? La commissione Migrantes della Diocesi di Fiesole in cui si trova la cittadella, crede decisamente nella prima opzione: anzi, la diversità è molto più che una ricchezza, è un bene comune, anche sotto il profilo economico, su […] In base agli ultimi dati ISTAT, lo spaccato sociale del nostro Paese è composto da oltre quattro milioni di stranieri, con una crescita di 334 mila persone nell’ultimo anno, rappresentanti quasi l’8% della popolazione italiana. L’immigrazione, dunque, ricchezza o minaccia? La commissione Migrantes della Diocesi di Fiesole in cui si trova la cittadella, crede decisamente nella prima opzione: anzi, la diversità è molto più che una ricchezza, è un bene comune, anche sotto il profilo economico, su cui la nostra società deve investire. Di questo si è parlato il 27 ottobre scorso all’Auditorium di Loppiano, al convegno “Economia delle culture: la diversità come investimento”, promosso dalla Commissione Migrantes diocesana, dalla Comunità islamica del Valdarno, da Loppiano e dall’associazione Formica Onlus di Rignano sull’Arno. Erano presenti circa 300 persone, tra cui molti membri della comunità musulmana del Valdarno, oltre a un centinaio di bambini che svolgevano un programma parallelo con giochi e attività interculturali guidati da educatori provenienti da Marocco, Romania e dalla cittadella di Loppiano. Ad animare l’incontro, l’Orchestra – Scuola musicale “Giovanni Da Cascia” di Reggello, diretta dal maestro Massimo Cardelli. Sr. Simona Chierici della Fraternità della Visitazione, responsabile con p. Silvio Lancisi del progetto Migrantes della Diocesi, ha aperto l’incontro ricordando le origini di questo secondo appuntamento nato attorno a un tavolo, in dialogo con il prof. Bruni, docente di Economia Politica alla LUMSA di Roma e all’Ist. Universitario Sophia: “Si è discusso di come l’economia rappresenti una risorsa non solo di benessere, ma anche per riaffermare la centralità della persona.” Attorno a questo tema si è aperta la tavola rotonda a cui sono intervenuti, oltre al prof. Bruni, anche l’Imam Izzedin Elzir della comunità islamica di Firenze e presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche Italiane (UCOII) e Maria Grazia Guida, ex vice sindaco di Milano e attualmente direttrice della Fondazione Casa della Carità, struttura di accoglienza in grado di ospitare e sfamare gratuitamente ogni giorno 150 persone in difficoltà. Il prof. Bruni ha evidenziato il potenziale che la diversità rappresenta anche in campo economico: “Il XX° secolo è stato il tempo della biodiversità anche in economia, basti pensare alla grande varietà dei modelli di mercato che si sono sviluppati e diffusi: “Oggi, in una fase di pensiero unico occorre rivendicare la diversità in economia che è ricchezza e che fa bello il mondo. Se la perdessimo saremmo tutti più poveri”. Per l’Imam Elzir la nostra dev’essere una visione inclusiva dell’altro e non esclusiva. “Di fronte a questa crisi che ci mette tutti in difficoltà, è bene aprirci all’altro e non chiuderci. Per avere una crescita economica occorre innanzi tutto crescere in umanità e per questo occorre saper credere e sapere che siamo nelle mani di Dio”. Maria Grazia Guida ha ricordato che, mentre per gli scambi commerciali e flussi finanziari i confini e le frontiere sono estremamente permeabili, lo stesso non si può dire per le migrazioni. Ma nonostante le legislazioni non incoraggino i processi d’integrazione, quest’ultima avviene “dal basso” nella vita quotidiana delle scuole, dei posti di lavoro o di svago. Dopo il dialogo con la sala, Mons. Meini ha ribadito come sia necessario affrontare difficoltà e sfide insieme, compresa quella dell’attuale crisi: “O la affrontiamo insieme dialogando e costruendo, o ci schiaccerà tutti e ci ritroveremo tutti atei: cristiani, ebrei, musulmani. A questo riguardo dovremmo realizzare qui, a Loppiano, una serie di incontri di dialogo su ciò che ci accomuna e metterlo in evidenza”. Un altro elemento che il Vescovo ha sottolineato è l’invito e la partecipazione alle reciproche feste religiose, aprendole a tutti. “Mi sembrerebbe bello poter pregare per l’Imam, per tutte le persone del mio territorio indipendentemente dalla loro fede, cultura e religione. La preghiera è il fondamento di tutto il resto, la cosa più alta che possiamo fare”. E’ seguita una preghiera a due voci per la pace nel mondo: “La mia preghiera è a Dio – ha esordito l’Imam Elzir –, perché accolga i martiri di Lampedusa, perché li accolga nella sua clemenza e dia pace a qui e nell’aldilà”. Mons. Meini ha terminato ricordando quanto Dio ha detto ad Abramo: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno (…) e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen 12, 1-4). La serata si è conclusa con una festosa cena comunitaria, arricchita dai piatti tipici delle diverse tradizioni culturali presenti

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