Calabria, nasce l’Elenco Regionale dei Mediatori Interculturali

 

 

 

 

Ahmed Berraou
Calabria – Italia

La Regione Calabria ha approvato le nuove Linee guida sull’istituzione e il funzionamento dell’Elenco regionale dei mediatori interculturali, un passo atteso da anni da chi opera nel settore dell’inclusione.
L’obiettivo è creare un punto di riferimento unico, pubblico e consultabile, per valorizzare la professione e facilitare il lavoro degli enti che cercano mediatori qualificati.

> «La mediazione interculturale riveste un ruolo centrale, per garantire un accesso equo alle informazioni, ridurre il rischio di incomprensioni e facilitare la fruizione dei servizi territoriali» (dal documento regionale).

-Perché un Elenco regionale?

La Regione riconosce la mediazione interculturale come strumento essenziale per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione dei cittadini stranieri.
Il mediatore non è solo un traduttore: è un facilitatore, un ponte tra persone e istituzioni, capace di:

– rimuovere barriere linguistiche e culturali
– accompagnare nei servizi sanitari, sociali, scolastici, giudiziari
– partecipare alla progettazione di interventi di integrazione
– gestire conflitti e favorire la comunicazione tra comunità e istituzioni

> «Il mediatore interculturale non si limita ad esercitare un ruolo di mero traduttore… ma opera da facilitatore nel rapporto tra cittadini stranieri, istituzioni e servizi territoriali».

-Come è strutturato l’Elenco

L’Elenco è pubblico, consultabile sul sito della Regione, e suddiviso in due sezioni:

Sezione A – Mediatori con titolo di studio
Richiede:
– laurea attinente alla mediazione interculturale
– oppure attestati riconosciuti dalla formazione professionale regionale

Sezione B – Mediatori con esperienza professionale
Richiede:
– almeno 300 giornate di lavoro negli ultimi 5 anni come mediatore linguistico o culturale

Questa doppia struttura permette di valorizzare sia la formazione accademica sia l’esperienza sul campo.

-Chi può iscriversi

Possono presentare domanda cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, con:

– almeno 18 anni
– conoscenza dell’italiano livello B1
– conoscenza di una o più lingue straniere
– nessuna condanna incompatibile con la professione
– indirizzo PEC

-Come presentare domanda

La domanda va inviata al Dipartimento regionale competente, seguendo l’avviso pubblico semestrale.
Serve allegare:

– curriculum in autocertificazione
– dichiarazioni sostitutive dei titoli (Sezione A) o delle esperienze (Sezione B)
– documento d’identità e, per stranieri, permesso di soggiorno

-Cosa succede dopo la domanda

Un gruppo di lavoro regionale verifica la documentazione e può:

– chiedere integrazioni
– convocare il candidato
– effettuare controlli sui titoli dichiarati

Solo chi risulta in possesso di tutti i requisiti viene iscritto.

Importante: non si tratta di un concorso, non ci sono graduatorie né punteggi, e l’iscrizione non garantisce incarichi professionali.

-Mantenimento dell’iscrizione

Sezione A
Ogni 3 anni bisogna dimostrare:
– 36 ore di aggiornamento professionale
oppure
– almeno 60 giornate di attività lavorativa

Chi non presenta la documentazione viene sospeso e poi cancellato.

Sezione B
Validità: 3 anni
Entro questo periodo bisogna ottenere un titolo che consenta il passaggio alla Sezione A, altrimenti si viene cancellati.

-A cosa serve l’Elenco

L’Elenco è uno strumento informativo: gli enti pubblici e privati possono consultarlo per trovare mediatori e contattarli direttamente tramite PEC.

La Regione non fa da intermediaria e non verifica il livello reale delle lingue dichiarate.

-Privacy

I dati sono trattati nel rispetto del GDPR, garantendo riservatezza e tutela delle informazioni personali.

-Perché questa delibera è importante per i mediatori ?

Questa iniziativa:

– riconosce formalmente il ruolo del mediatore
– crea un sistema trasparente e consultabile
– valorizza sia la formazione sia l’esperienza
– promuove la qualità dei servizi di inclusione
– offre maggiore visibilità professionale

È un passo avanti per tutta la comunità dei mediatori interculturali calabresi, che da anni chiedeva un quadro chiaro e condiviso.


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