Nel suggestivo scenario del Monastero di San Pietro in Lamosa, immerso nella bellezza senza tempo della Franciacorta, si è svolto un evento che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva: Memoria Vivente.
Un’iniziativa capace di unire emozione, storia e identità, registrando una partecipazione straordinaria. Non solo membri della comunità marocchina provenienti da tutta Italia, ma anche numerosi bresciani e bergamaschi hanno preso parte all’evento con entusiasmo e partecipazione sincera. Tra il pubblico si respirava una presenza trasversale: anziani, giovani, famiglie e bambini, tutti coinvolti in un’esperienza condivisa.

La grande affluenza ha confermato la forza dell’idea: una piattaforma culturale capace di raccontare, valorizzare e tramandare le storie della prima generazione marocchina in Italia.
Tra i presenti, numerosi esponenti di spicco della comunità marocchina, giunti da diverse regioni per sostenere un progetto riconosciuto come unico nel suo genere, ideato e sviluppato da Zouhair El Youbi, presidente dell’associazione Convergence.

“L’idea di Memoria Vivente nasce da qualcosa di molto personale – racconta El Youbi – dalla mia esperienza migratoria, dalla nostalgia, ma anche dalla consapevolezza che molte storie rischiavano di andare perdute. A giugno saranno trent’anni dal mio primo volo Casablanca–Linate: trent’anni di vita tra due mondi.”
Molti visitatori si sono profondamente commossi nel percorrere la mostra fotografica: immagini che raccontano viaggi, sacrifici, sogni e radici. Davanti ai video-intervista, il tempo sembrava sospeso: sguardi, parole e silenzi capaci di riportare indietro negli anni, riattivando memorie intime e collettive.

“Durante la raccolta del materiale abbiamo vissuto momenti molto intensi – prosegue – chiedere alle famiglie di aprire i loro ricordi ha significato riattivare emozioni profonde. È stato un vero viaggio nel tempo.”

A rendere ancora più intensa l’atmosfera è stato anche un momento musicale particolarmente significativo: le note di L’Italiano Vero hanno risuonato tra le mura del Monastero, suscitando emozioni profonde. Per molti presenti, quella canzone rappresenta un simbolo della “belle époque” della prima generazione, un richiamo immediato agli anni dell’arrivo, dell’integrazione e dei primi passi in Italia. Anche questo momento ha toccato corde intime, commuovendo molti partecipanti.
“Memoria Vivente” si distingue per la sua autenticità: non un semplice evento culturale, ma un processo partecipativo che restituisce voce a chi spesso non l’ha avuta.
“Viviamo in un’epoca in cui tutto scorre velocemente, ma proprio in questo flusso manca spesso la traccia della prima generazione – sottolinea El Youbi – questo progetto nasce per restituire voce e offrire ai giovani una narrazione autentica. Perché non si può capire il presente senza tornare al passato.”
L’associazione Convergence si conferma così pioniera nella creazione di iniziative interculturali innovative, capaci di unire comunità, generazioni e territori.
L’evento è stato realizzato in collaborazione con le associazioni Il Viandante Franciacorta, Pangea di Bergamo, Essafa, Insieme di Brescia e il CIRMiB dell’Università Cattolica di Brescia.

Fondamentale anche il supporto degli sponsor, tra cui Royal Air Maroc e Tè al Muhajir.
Significativa la presenza delle istituzioni, che hanno sottolineato il valore dell’iniziativa.
Il Console del Marocco per la Lombardia, Mohammed Lakhal, insieme al Sindaco di Provaglio d’Iseo, Vincenzo Simonini, e ad altri sindaci della Franciacorta, hanno evidenziato il ruolo fondamentale della comunità marocchina nel tessuto sociale ed economico delle province di Brescia e Bergamo.
Un messaggio chiaro: i marocchini in Italia sono stati pionieri, contribuendo con determinazione allo sviluppo dei territori e costruendo un ponte solido tra Italia e Marocco.

Il programma dell’evento ha alternato momenti emotivi e riflessioni profonde:
– Mostra fotografica sulla prima generazione
– Video-interviste testimonianza
– Tavola rotonda con esperti
– Cerimonia di riconoscimento
Particolarmente significativa la tavola rotonda con:
– Maddalena Colombo
– Zouhir Louassini
– Sara Mounaissir
Un momento di confronto sul tema dell’identità, dell’integrazione e della memoria come strumento di costruzione del futuro.
“La memoria non è solo ciò che ricordiamo. È ciò che ci guida – afferma El Youbi – e questa iniziativa vuole essere una piattaforma aperta, un punto di partenza per sviluppi futuri.”
L’iniziativa è stata anche un’importante occasione di riflessione culturale grazie alla presentazione del libro “La Strategia del Pesce Nano” di Zouhir Louassini. L’opera, che analizza con profondità e lucidità le dinamiche geopolitiche e il ruolo del Marocco negli equilibri internazionali, offre una chiave di lettura originale e stimolante sul rapporto tra identità, strategia e posizionamento nel mondo contemporaneo. Tutto questo avviene con un stile fluido e coinvogente.
Louassini ha dato un contributo essenziale alla riuscita dell’evento, arricchendolo con il suo spessore intellettuale e il suo sguardo giornalistico, capace di collegare le storie individuali raccontate in Memoria Vivente a un contesto più ampio, globale e profondamente attuale.
Un momento particolarmente sentito è stato quello delle premiazioni. Più che una singola fotografia, sono state premiate le immagini offerte da una persona, selezionate per il loro valore complessivo e simbolico. A distinguersi è stata la storia della loro autrice, una donna, in un’epoca in cui ad emigrare dal Marocco erano prevalentemente gli uomini. Le fotografie della vincitrice, la signora Chaibia, raccontano scene di vita familiare, momenti di lavoro e relazioni di amicizia con gli italiani. Il loro insieme ha trasmesso un messaggio forte: riconoscere il ruolo spesso invisibile, ma fondamentale, delle donne nella costruzione della memoria familiare e comunitaria.

Sono state inoltre consegnate targhe di riconoscimento a:
– Mohammed Lakhal – per il suo impegno istituzionale e il sostegno alla comunità
– Abdallah Khezraji – per il contributo alla valorizzazione culturale
– Asmae Zoukari – per il suo ruolo attivo nella promozione dell’iniziativa
L’evento si è concluso in un clima conviviale e caloroso, con la degustazione di tè alla menta marocchino e dolci tradizionali, simbolo di accoglienza e condivisione.
Un finale perfetto, in cui cultura, memoria e tradizione si sono incontrate, trasformando l’esperienza in qualcosa di profondamente umano.
“Ai giovani voglio dire questo: siate fieri delle vostre radici, ma anche consapevoli del presente. Non dovete scegliere tra essere marocchini o italiani: dovete essere entrambi. Costruire ponti, non muri – conclude El Youbi – perché la memoria non è solo passato: è futuro.”







English
Español
Deutsch
Français
العربية