Il pulpito (miḥrāb) non è una tribuna politica: verso un codice etico per le moschee in Italia
Abdellah Mechnoune
Giornalista e analista politico residente in Italia.
mondo arabo, immigrazione e Islam.
La moschea, nell’Islam, è un’oasi di sicurezza spirituale, una scuola di valori ed etica, e un ponte che collega il credente al suo Creatore e alla sua comunità in un clima di pace e armonia. Nei Paesi di migrazione, e in particolare in Italia, la moschea assume un’importanza ancora maggiore: essa rappresenta il rifugio che tutela l’identità religiosa e culturale ed è la vetrina che offre ai non musulmani la prima impressione sull’Islam. Tuttavia, quando il miḥrāb si trasforma in una piattaforma per sermoni politici carichi di tensione, e quando il pulpito viene utilizzato per attaccare governanti o criticare sistemi politici di altri Paesi, si snatura la funzione elevata della moschea, secondo gli insegnamenti dei Messaggeri del Creatore (pace e benedizioni su di loro), esponendo le moschee in Italia inutilmente a interrogativi di natura giuridica e sociale.
Primo: il pulpito (miḥrāb) è un messaggio di predicazione, non un’ideologia partitica La funzione dell’imam e del predicatore è quella di “invitare alla via del Creatore con saggezza e buona esortazione”, insegnare alle persone i fondamenti della loro religione e purificare le anime. Quando il predicatore o l,imam si addentra nei meandri della politica internazionale o adotta un linguaggio allusivo e denigratorio nei confronti di determinati governanti o Stati, egli si discosta dall’insegnamento profetico che ha fatto del sermone uno strumento di riforma morale e comportamentale. Il pulpito (miḥrāb) è un luogo per “illuminare le menti” attraverso la rivelazione, non per “caricare i cuori” di ostilità politiche che non riguardano i fedeli.
Secondo: il timore per i giovani e il rischio dell’aggressività ideologica L’aspetto più pericoloso della “politicizzazione dei (miḥrāb) ” è il suo impatto sui giovani in Italia e in Europa. Questi giovani, che cercano nella moschea serenità, appartenenza, fede e una guida su come essere musulmani utili a sé stessi e agli altri, quando ascoltano predicatori o l imam che accusano questo di ingiustizia o quel governante di deviazione religiosa, sviluppano una coscienza distorta incline all’aggressività e allo scontro. Il ruolo delle moschee in Italia dovrebbe essere quello di formare un giovane musulmano come cittadino responsabile, in pace con la propria fede e con l’ambiente che lo circonda, non come un “attivista politico” frustrato, carico di rancori verso Paesi che forse visiterà solo sporadicamente. La carica emotiva dal pulpito (miḥrāb) è il primo seme dell’estremismo e dell’alienazione sociale.
Terzo: l’equilibrio tra libertà religiosa e ordine pubblico Dal punto di vista giuridico, la Costituzione italiana garantisce, in particolare agli articoli 8 e 19, la Libertà di culto, riconoscendo alle istituzioni religiose un’ampia autonomia nella gestione delle proprie attività spirituali. Tuttavia, tale autonomia non costituisce un “assegno in bianco”, ma è subordinata al rispetto dell’ordine pubblico (Ordine Pubblico) e della morale pubblica. Un’analisi professionale di questa realtà impone di sottolineare che la trasformazione del pulpito (miḥrāb) in uno strumento per la regolazione di conti politici internazionali o per l’istigazione contro regimi e governanti può essere interpretata giuridicamente come uno sconfinamento dalla “funzione religiosa” delle moschee in Italia verso l’ambito dell’“istigazione” o dell’“attività politica non autorizzata”, ponendo le associazioni che gestiscono le moschee in una posizione delicata nei confronti dello Stato italiano. Il rispetto dell’autonomia delle religioni richiede ai responsabili delle moschee di preservare questo spazio da qualsiasi sfruttamento ideologico che possa essere classificato come una minaccia alla coesione sociale.
Quarto: la moschea come istituzione di socializzazione Nella sociologia della religione, la moschea nei Paesi di migrazione è considerata una vera e propria istituzione di socializzazione, nonché un laboratorio per la costruzione di un’identità positiva. Qui risiede il rischio: quando il giovane musulmano viene educato attraverso un discorso che enfatizza l’odio verso i sistemi politici del Paese d’origine o l’immersione in conflitti politici esterni, si contribuisce alla creazione di un’identità alienata e frammentata. L’obiettivo supremo delle moschee in Italia dovrebbe invece concentrarsi sul concetto di “buona cittadinanza spirituale”, volto a formare un cittadino attivo, in armonia con i propri valori e impegnato nella costruzione della società italiana in cui vive. Il ruolo fondamentale dell’imam è orientare le energie dei giovani verso l’eccellenza scolastica, il volontariato e la partecipazione civica costruttiva.
Quinto: separare l’attività religiosa dall’attività politica Nessuno impedisce al migrante di interessarsi alla politica: la legge italiana garantisce la libertà di opinione e di associazione. Tuttavia, l’integrità morale richiede che la politica venga praticata nei suoi contesti appropriati. Le moschee in Italia appartengono a tutti i musulmani e coinvolgerle in conflitti partitici rappresenta un tradimento della fiducia.
Sesto: il metodo profetico tra conciliazione e buona novella Il metodo profetico invita alla conciliazione e alla buona novella, non all’allontanamento. Il Profeta Mohammed (pace e benedizioni su di lui) disse: “Annunciate buone notizie e non allontanate; rendete le cose facili e non difficili”. Le moschee in Italia sono chiamate a essere centri di irradiazione di valori etici, non luoghi di discordia.
Conclusione Scrivo questo articolo con assoluta sincerità, per amore e profonda preoccupazione verso le moschee in Italia, e per proteggere i nostri figli dal perdersi in conflitti ideologici che non giovano né alla loro religione né alla loro vita quotidiana. La lealtà concreta verso la fede e verso il Paese di residenza richiede che le moschee in Italia rimangano istituzioni inclusive, qualificate e al di sopra di ogni polarizzazione partitica.






English
Español
Deutsch
Français
العربية