L’annuale Incontro della Cittadinanza e l’Amicizia tra musulmani e cattolici nell’isola di Lampedusa

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Ahmed Berraou

 

 

 

“Siamo tutti sulla stessa barca”, il titolo dell’evento, che è un detto semplice ma esprime una direzione chiara, che è la direzione di tutta l’umanità, indipendentemente dall’origine, dalla direzione, dal percorso, dal ruolo sociale e culturale, genere e colore. Una citazione dalla Torah, dai Vangeli e dalla storia di Noè, la pace su di lui, nel Sacro Corano, è diventato un esempio comunemente usato destinato alla meta normale di tutti gli esseri umani, e per trovare conforto e felicità. l’evento che ognuno, sia uomo o donna alla luce del peso e delle difficoltà della vita quotidiana per cercare la via ottimale nella speranza per arrivare alla fratellanza e all’amicizia umana.

Metafora appropriata per questa iniziativa che incarna la realtà, dopo due precedenti occasioni, questa volta determinanti per prendere la difficile decisione di un viaggio insieme di confronto e dialogo a bordo di una nave, non solo tra fautori di religioni e culture diverse, ma tra persone di tutte le strisce. Circa centoquaranta partecipanti, tra professori, dottori e sociologi come rappresentanti delle due tradizioni cristiana e islamica, a questo viaggio di un giorno e due notti, ma è un viaggio storico di vita per due culture vicine e lontane allo stesso tempo.

Un viaggio di confronto tra simboli, dialogo e condivisione. Si può così riassumere la terza edizione dei “Passi importanti”, del terzo incontro della Cittadinanza musulmana-cattolica che si è svolto durante la tratta del Mediterraneo dal 24 al 26 giugno – precisamente nel Mar di Sicilia – con partenza straordinaria da Trapani all’isola di Lampedusa, ospitato da una nave” Il traghetto delle isole, che prende il nome dall’isola stessa.


Evento unico per sede, temi, forum e destinazioni, il Forum è stato organizzato dall’Ufficio Nazionale per il Dialogo Ecumenico e Interreligioso (UNEDI) della Conferenza Episcopale Italiana e abilmente moderato dal Rev.do Don Giuliano Savina, insieme ai responsabili delle principali Comunità musulmane e rappresentanti dei movimenti giovanili e femminili attivi nel dialogo e nella convivenza tra gli aderenti alle due religioni.

Circondati da un unico mare con la bellezza della Sicilia, sono stati organizzati nove laboratori durante la navigazione, per approfondire le principali tematiche di attualità (solo per citarne alcune: diversità culturali, uomo e donna, educazione, famiglia, carceri, matrimonio misto, i ruoli della Chiesa e la moschea…) in riferimento ad alcuni Punti del Documento di Abu Dhabi per la Fraternità Umana, scritto e firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Al-Sharif Ahmed Al-Tayeb.

Giunti alla loro destinazione più meridionale d’Europa, la strada per il bivio è scandita da una suggestiva lettura della storia di Giona ibn Matta – profeta bireligioso – interpretato da attori professionisti circondati da scenografie naturali e dalla melodia dei maestri del mondo musica spirituale presentata da una band di fama mondiale.

Dalla Porta d’Europa – la famosa porta realizzata dall’artista Mimo Palladino, simbolo della migrazione forzata – i nove gruppi hanno attraversato l’isola verso il centro per continuare il viaggio e la missione e poi al monastero per piantare cespugli per l’occasione e il gusto Cucina moresca sicula per poi suggellare con il cimitero dei morti ignoti e deporre corone e preghiere per coloro che sono morti cercando la libertà attraverso le barche della speranza e la morte.

Seguendo la storia del profeta Giona e relativa al grande e difficile tema della migrazione, concluso e identificato punti e raccomandazioni attraverso le testimonianze di molti dei partecipanti all’evento: “Siamo lieti come partecipante e scrittore di queste righe, di aver avuto l’opportunità di contribuire a questo grande evento non solo come segmento religioso ma come persona comune che crede nella promozione dei valori del dialogo e della convivenza Sotto gli slogan di verità, onestà e giustizia.

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