*El harchaoui Mohammed
189. O voi che avete prestato fede, v’è stato prescritto il digiuno,
come fu prescritto a coloro che {furono} prima di voi.
Forse così diverrete timorati {di Allah}!
190. {Digiunerete} in un determinato numero di giorni,
ma chi è malato oppure è in viaggio,
digiuni, in altri, lo stesso numero giorni.
E per coloro che a stento potrebbero sopportarlo, c’è un riscatto:
il nutrimento di un povero {per ogni giorno di digiuno}.
Chi compie volontariamente un’opera meritoria,
{deve sapere che} ciò è meglio per lui.
E digiunare, è meglio per voi, se {lo} sapeste!
Per noi musulmani il mese del Ramadan (رمضان, ramaḍān ) non è solo un momento fondamentale del nostro credo religioso, durante il quale si deve praticare il digiuno (ṣawm o ṣiyam) ovvero l’astensione dal bere, mangiare e dall’avere rapporti coniugali. che rappresenta uno dei cinque pilastri della fede.
Il significato del Ramadan va oltre al semplice atto del digiuno fisico; vorrei condividere qua alcune riflessioni al riguardo.
Nella dottrina islamica l’atto del digiuno è una profonda testimonianza di fede che il credente deve manifestare soprattutto a se stesso, in quanto nessun’altra persona può realmente sapere se egli abbia mangiato o meno; ognuno pratica il digiuno rispettando la propria coscienza.
Digiunare non significa solo astenersi da cose materiali, ma include anche una cura del nostro comportamento. Questo si traduce nello stare lontani da qualsiasi discussione non amichevole che potrebbe degenerare in un litigio, e stare attenti a tenere una buona condotta. In il digiuno reale è stare lontani da qualsiasi forma di violenza, fisica o verbale.
Gli insegnamenti della scienza islamica ci riportano che chi digiuna nel mese di Ramadan, avrà tutti i peccati perdonati. Per ogni musulmano questo significa la speranza di entrare a far parte di tutte quelle persone che Iddio ha colmato di grazia, facendoli entrare nella sua misericordia ( e un buon credente si augura che tutti gli uomini possano farne parte).
Il mese di Ramadan è anche un’occasione di riflessione ed invita ad un profondo pensiero verso tutte le persone bisognose nel mondo, andando oltre i confini culturali o religiosi.
Nonostante le numerose conquiste della modernità e della tecnologia, nel nostro mondo ci sono tante persone a cui mancano beni di prima necessità, come cibo e acqua potabile ; la cosa è ancora più grave se pensiamo che sul nostro pianeta ci sarebbe cibo per soddisfare i bisogni di tutti, ma manca la nostra buona intenzione e volontà di rispondere concretamente a questi bisogni.
Infine un’ultima riflessione, di carattere personale: per me, il mese del Ramadan rappresenta l’apprezzare le piccole cose, quelle che diamo per scontate. La prima che mi viene in mente è proprio l’atto di bere e mangiare . Durante l’anno queste sono azioni normalissime, ma dopo una lunga giornata di digiuno diventano un momento particolare, addirittura magico, soprattutto durante l’estate quando al calare del sole puoi interrompere il digiuno con un sorso d’acqua fresca.
Astenersi dalle cose insegna ad apprezzarle e a valorizzare ciò che abbiamo; questo non significa che ci si debba rassegnare o limitare, al contrario: si deve sempre migliorare e cercare di progredire, ma contemporaneamente si deve essere felici per ciò che siamo e per quello che abbiamo.
Quanti di noi sentono la felicità per il sospiro naturale? Quanti di noi sentono la felicità di poter camminare, alzare e abbassare le braccia, comunicare, udire, vedere? Per gli affetti della propria famiglia e degli amici?
Poter accarezzare e abbracciare qualcuno? Vivere in un Paese che garantisce diritti civili quali la libertà di pensiero e l’uguaglianza sostanziale?
Un momento come il Ramadan aiuta davvero ad apprezzare ciò che spesso diamo per scontato; è come se potessimo confrontarci con qualcuno che certe libertà non le ha e ci permette, almeno per un po’, di assumere il suo punto di vista e arricchire il nostro.
*Portavoce centro culturale islamico amici del valdarno
– coordinatore dei giovani della federazione islamica della Toscana e membro dei giovani della confederazione islamica Italia.






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