Abderrahmane Amajou: Il Volto del Piemonte che unisce Visione Internazionale e Impegno Civile
Abdellah Mechnoune
Giornalista e analista politico
esperto di questioni arabe, migrazioni e pensiero islamico.
Esistono biografie che non sono solo percorsi professionali, ma vere e proprie bussole etiche. Quella di Abderrahmane Amajou, recentemente eletto “Piemontese dell’anno 2025”, è una di queste. Originario di Oued Zem, in Marocco, e radicato nel cuore civile dell’Italia, Amajou incarna oggi il paradigma del leader globale: colui che sa coniugare la pragmaticità amministrativa con la visione alta della giustizia sociale.
La nomina a “Piemontese dell’anno”, arrivata attraverso il voto di decine di migliaia di cittadini, non è solo un premio alla carriera, ma il riconoscimento di un metodo. Il metodo Amajou si fonda su un principio cardine: la parola deve pesare quanto l’azione. In un’epoca di consensi facili, Abderrahmane ha scelto la strada del rigore e della responsabilità del linguaggio pubblico.
Attualmente, come Presidente di ActionAid Italia, gestisce una struttura complessa dedicata alla decostruzione sistematica delle disuguaglianze. Il suo impegno prosegue nella Fondazione Ufficio Pio come il Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione(Compagnia di San Paolo), istituzione storica che ha visto il plauso dello stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua capacità di rigenerazione sociale.

Il suo percorso è una sintesi perfetta tra il “globale” e il “locale”. Dai banchi del Consiglio Comunale di Bra ai 12 anni in Slow Food International, Amajou ha dimostrato che la sovranità alimentare e la dignità umana sono battaglie universali. Fondatore di Codiasco, ha saputo trasformare le diaspore da “soggetti da aiutare” ad “attori politici transnazionali”, capaci di influenzare lo sviluppo in oltre 28 Paesi.
Docente di Giustizia Climatica e instancabile studioso (attualmente impegnato nel suo quarto Master in Giurisprudenza a Bologna), Amajou non ha mai dimenticato la lezione di Saul Alinsky: dare potere a chi non ne ha. Questo coraggio lo ha portato fino alla Global Sumud Flotilla per Gaza, cementando la sua dedizione alla protezione dei diritti umani.
Insieme ai tanti membri della nostra comunità che, come me, hanno il privilegio di conoscere Abderrahmane da vicino e di seguire con ammirazione le sue straordinarie attività, ho sentito il dovere di condividere questo profilo. Non si tratta solo di celebrare un successo individuale, ma di dare voce a un’eccellenza che rappresenta con orgoglio la nostra comunità in Italia, e in particolare in Piemonte e a Torino.
Amajou è l’esempio vivente di come la competenza, radicata in valori profondi, possa trasformare la realtà sociale e onorare le nostre radici in un contesto internazionale.
Proprio per approfondire la sua visione e il suo percorso, ho il piacere di annunciarvi che nei prossimi giorni avrò l’onore di realizzare un’intervista esclusiva con lui. Sarà un dialogo intenso, stimolante e ricco di spunti, un’occasione per scoprire l’uomo dietro le istituzioni e per lasciarci ispirare da una delle menti più brillanti della nostra diaspora.
Restate sintonizzati per questo incontro che promette di essere un momento di grande orgoglio e riflessione per tutti noi.






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