“Il Pulpito del Profeta. La preghiera del venerdì tra i musulmani in Italia.Un’indagine sociologica”

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Abdellah Mechnoune

 

 

 

“Il Pulpito del Profeta. La preghiera del venerdì tra i musulmani in Italia.Un’indagine sociologica”

Il volume  é un saggio di Youssef Sbai edito nel 2021 dalla casa editrice Guida Editori. L’elaborato é frutto di una ricerca di dottorato di ricerca eseguita presso l’università di Padova (Dipartimento FISPPA). In questa ricerca empirica, l’autore ha tentato di superare il discorso essenzialista del dibattito mediatico e politico in bianco e nero sull’Islam per descrivere le varie sfumature della presenza di questa religione in Italia.

Sbai nella qualità di insider ha fatto quella che, riprendendo una letteratura autorevole, possiamo definire un’auto-etno-analisi. Un genere che ha autorevoli precedenti storici, tra gli altri, nella migliore tradizione sociologica della scuola di Chicago. Da un’altra parte, e nonostante che l’Islam in Europa in modo generale e in Italia in modo particolare ha suscitato molte discussioni negli ultimi decenni, al livello della ricerca scientifica la produzione accademica è purtroppo relativamente modesta. Perciò, questo lavoro di Sbai colma una parte di questa carenza ben evidente mettendosi sulle orme della tradizione della “scuola padovana” di studi sociali sull’Islam europeo, come ha evidenziato Stefano Allievi, professore ordinario di sociologia presso l’università di Padova nella prefazione del libro.

In quest’indagine empirica lo studioso ha messo sotto la lente di ingrandimento un culto molto seguito dai fedeli musulmani e che rappresenta il rito simbolicamente più marcato dell’appartenenza all’Islam. E che gira attorno a “un aspetto tanto cruciale quanto poco conosciuto: la comunicazione dei predicatori all’interno del loro ambiente”. Il volume è un’analisi delle varie cornici nelle quali si produce e si comunica il sermone del venerdì.

Ma, anche delle trasformazioni nella funzione del sermone, nella sua forma e nel contenuto, “anche in funzione dell’uditorio e del contesto interno e esterno alla moschea”. Tutto ciò, nel tentativo di – come scrisse lo studioso nell’ introduzione – “conoscere chi sono i predicatori dell’islam in Italia, il loro profilo biografico e scolastico, come producono il loro discorso religioso, che argomenti affrontano, che inviti e messaggi trasmettono nelle loro prediche, da dove prendono spunto per costruire la predica, se utilizzano la lingua italiana nella celebrazione rituale del venerdì e ancora molto altro. Tuttavia, questa indagine mira a dimostrare se e come le comunità dei musulmani in Italia, in veste di “minoranza conoscitiva”, fanno i conti attraverso il sermone del venerdì, con la conoscenza diffusa dalla cultura dominante”.

Di conseguenza, questo lavoro, diventa di rilevante utilità a coloro che hanno a che fare con i fenomeni religiosi in generale e con l’islam in Italia in modo particolare. E non può mancare nella libreria di coloro che vogliono conoscere l’islam italiano e i suoi attori. Dal giornslista al politico, l’insegnante, il mediatore sociale, al funzionario pubblico fino al cittadino comune curioso di conoscere il musulmano della porta accanto.

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