Tra l’illusione dell’islamofobia e la realtà della coesistenza: Noi costruiamo ponti, loro seminano paura
Dr. Ibrahim Younis
Mentre una minoranza insiste nel promuovere il fenomeno dell’islamofobia e nel cercarne le tracce in Italia, la realtà vissuta dai nuovi cittadini offre una narrazione completamente diversa: una storia fatta di vita dignitosa, coesistenza consapevole, rispetto reciproco e impegno quotidiano verso la società.
I nostri figli nelle scuole, le nostre famiglie nei quartieri e il nostro costante contributo nelle aziende e nelle istituzioni sono tutte prove tangibili che dimostrano al mondo intero come la caratteristica distintiva della nostra comunità non sia il conflitto o lo scontro, bensì la costruzione e la collaborazione.
Alcuni definiscono l’islamofobia come una paura o un odio esagerato verso l’Islam e i musulmani. Tuttavia, se guardiamo in profondità, scopriremo che la motivazione e l’incitamento dietro di essa sono spesso puramente politici, guidati da partiti estremisti che strumentalizzano le semplici paure della gente. Si tratta solo di uno strumento politico mercificato dai politici per terrorizzare i popoli pacifici e guadagnare il loro sostegno e i loro voti nelle elezioni, il che rischia di amplificare e distorcere un fenomeno che, di fatto, non esiste nei dettagli della nostra vita quotidiana.
La nostra esperienza pluriennale a Torino, ad esempio, lontana da sterili polemiche politiche, è stata e continua a essere positiva e fruttuosa. Noi e i nostri figli godiamo di una totale libertà e di una coesistenza ideale sotto la tutela della Costituzione italiana e di leggi rigorose che proteggono tutti i cittadini da qualsiasi violazione o discriminazione.
Pertanto, è nostro dovere non contribuire a questo declino mediatico e non parlare di questo fenomeno con provocazione o esagerazione, rischiando di accendere la miccia di una crisi fittizia. La nostra responsabilità si manifesta, invece, nella ricerca seria e nell’intelligenza sociale necessarie a realizzare una vera integrazione e una coesistenza civile basata sul rispetto reciproco.
Crediamo fermamente che la via corretta risieda altrove: nel continuare il percorso di integrazione che i nostri figli hanno costruito con dedizione e impegno nel tessuto della società italiana. Un’integrazione autentica che non si basa sugli slogan, ma si poggia su quattro pilastri solidi:
Il rispetto reciproco.
L’istruzione e la scienza.
Il lavoro e la produttività.
La coesistenza pacifica.
In conclusione, rivolgiamo un messaggio sincero e diretto a certi politici qui nella nostra splendida città di Torino: smettetela di seminare discordia e di usare tattiche intimidatorie. La maschera della strumentalizzazione del fenomeno dell’islamofobia è ormai caduta davanti a tutti, e sappiamo perfettamente che questo allarmismo non mira ad altro se non a conquistare i voti degli elettori e a realizzare stretti interessi di partito.
Sappiate che mentre voi piantate la paura, noi continuiamo a raccogliere i frutti della coesistenza e della costruzione, forti della conoscenza e del sostegno dei cittadini. Siamo partner reali nella costruzione e nel progresso di questa nazione, non ospiti temporanei. Questo è il richiamo della ragione e della coscienza… il richiamo di chi costruisce ponti, non di chi semina paura.






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