Solidarietà ai familiari di Seid Visin e condanna degli episodi di razzismo nei confronti del 20enne morto suicida

 

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Seid Visin, Foad Aodi(Amsi);Solidarietà ai familiari e condanna degli episodi di razzismo nei confronti del 20enne morto suicida

Amsi ,Co-mai e Uniti per Unire; #BastaIllusione e strumentalizzazioni sulla nostra pelle bianca, nera ,gialla e a colori che, senza progetti politici concreti, hanno provocato il fallimento del multiculturalismo a senso unico in Italia cioè senza coinvolgimento degli stessi migranti

È morto a 20 anni Seid Visin, calciatore 20enne che aveva giocato nelle giovanili di Inter e Milan. Il ragazzo è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Il ragazzo, di origine etiope, si era trasferito in Italia a soli 7 anni, adottato da una famiglia della città campana in cui viveva. Pubblichiamo qui di seguito alcuni passaggi della lettera che Said Visin , aveva inviato ad alcuni amici e alla sua psicoterapeuta. Riflessioni sulla sofferenza per i piccoli grandi gesti di discriminazione che sentiva ogni giorno su di sé. «Dinanzi a questo scenario socio-politico particolare che aleggia in Italia, io, in quanto persona nera, inevitabilmente mi sento chiamato in questione. Io non sono un immigrato. Sono stato adottato quando ero piccolo. Prima di questo grande flusso migratorio ricordo con un po’ di arroganza che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, ovunque mi trovassi, tutti si rivolgevano a me con grande gioia, rispetto e curiosità. Adesso, invece, questa atmosfera di pace idilliaca sembra così lontana; sembra che misticamente si sia capovolto tutto, sembra ai miei occhi piombato l’inverno con estrema irruenza e veemenza, senza preavviso, durante una giornata serena di primavera. Adesso, ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone. Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non bastasse, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche la responsabilità del fatto che molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro.

“E’ una storia drammatica e racconta la realtà di tante storie e episodi invisibili che purtroppo sono  molto frequenti per colpa di discriminazioni e razzismo nei confronti di cittadini italiani di origine straniera e dei migranti per colpa del colore della pelle ,del velo ,abbigliamenti ,nell’ambito del lavoro ,scuola ,università ,trasporti ,sport ,cinema ,politica , in aumento del 35% negli ultimi 3 anni in base ai nostri dati e statistiche dello sportello congiunto di Uniti per Unire ,Associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi ) e Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) provocando disagi psicologici(Aumento del 40% ) ,abbandono del lavoro  sport e trasferimento da una città ad un’altra e tante volte il ritorno nei paesi di origine” .Cosi Dichiara Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai e Membro della Commissione Salute Globale Fnomceo che si appella al mondo politico di non lanciare più proposte di legge che riguardano i migranti e la seconda generazione compreso lo ius soli se non si è  in grado di poterli concretizzare vista la grande delusione di questi anni dove si è discusso di integrazione e seconda generazione solo mediaticamente ed in Tv lontani dalla realtà e dai contatti diretti con i figli dei migranti e dei professionisti di origine straniera. Per questo per favore #BastaIllusione e strumentalizzazioni sulla nostra pelle bianca, nera gialla e a colori che, senza progetti politici concreti, hanno provocato il fallimento del multiculturalismo a senso unico in Italia cioè senza coinvolgimento degli stessi migranti. Urge più prevenzione e maggiore responsabilità per evitare la morte dei nostri giovani sia fisicamente che psicologicamente. Cosi Chiude Aodi molto rammaricato e deluso da quel mondo politico che sa solo annunciare e mai concretizzare.

Ufficio Stampa Amsi
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