Buone Pratiche di Fratellanza Umana – Scambi Di Auguri in Discussione

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Ahmed Berraou

 

 

Non si immagina quanti musulmani hanno fatto gli auguri di Pasqua in questi giorni ai loro famigliari, amici, colleghi e conoscenti, semplicemente perché nè il Corano e i detti del profeta delI’Islam nè le quattro grandi scuole islamiche vietano al credente musulmano di fare gli auguri per il Nuovo Anno o per la Pasqua.

Al contempo, ci sono molti Imam e responsabili delle comunità e dei centri islamici che condividono momenti di gioia insieme ai cristiani, in Europa e nel mondo, in occasione dei festeggiamenti temporanei tra il Ramadan e la pasqua nel Aprile 2021 scambiando anche i doni e regali nella speranza di contrastare gli estremismi e per lanciare messaggi di dialogo, convivenza e collaborazione sulle orme di papa Francesco e del Grande Imam del Azhar Ahmed At-tayeb, per dare più evidenza e luce al documento Firmato nel 2019 intitolato ” Fratellanza umana”.
Alcuni Imam hanno persino citato le Sure del Corano che parlano di Gesù “su di lui la pace” che, non dimentichiamolo, è il secondo profeta per importanza nell’Islam.

D’altro canto, i predicatori del salafismo radicale oggi non vogliono affatto la convivenza e si oppongono alla questione di salutare o dare gli auguri ai “miscredenti”.
Il salafismo wahhabita si oppone fermamente a questo riavvicinamento storico e invia messaggi attraverso alcuni imam ultra-ortodossi e attraverso i mezzi di comunicazione per illudere che la questione sia vietata, anche se non abbiano prove del Corano e della Sunnah riguardo questo divieto e l’unica opinione nemmeno collettiva tra i sapienti nella quale fanno affidamento è il pensiero a riguardo del teologo Hanbalita Ibn Taymiyyah nel XIII° Secolo.

Mentre sia la Casa del Fatwa del Azhar in Egitto, sia l’organo più rappresentativo dei musulmani in Europa, il “Consiglio islamico delle Fatwa e ricerche” con sede a Dublino, hanno decretato che è auspicabile scambiare gli auguri con la gente del Libro ovvero cristiani e ebrei per valorizzare e promuovere il concetto della convivenza, l’amicizia umana e del rispetto reciproco che l’Islam in generale predica tra i suoi seguaci.

Nei Paesi in cui vivono insieme cristiani e musulmani, anche in Medio Oriente, spesso si fanno regolarmente e reciprocamente gli auguri.. I musulmani hanno sempre partecipato alle feste cristiane, soprattutto la Pasqua, così come i cristiani possono ricambiare gli auguri per il Ramadan e partecipate alle cene sociali.
Non c’è nulla di male; alberi di Natale si vedono dappertutto in paese arabi e islamici.

In questa grande confusione il musulmano comune si trova in una situazione di dubbio e disagio nel scegliere cosa fare, dare gli auguri o no. Soprattutto in situazioni di alterazione sociale, esempio i matrimoni misti tra parenti, il musulmano rimane escluso dai colleghi di lavoro, tra amici, nelle scuole e università, con i vicini di casa.
È doveroso invece ricordare che l’Islam ha ordinato i musulmani di trattare i vicini come fosse famigliari e ereditari dei beni del musulmano.

È giunta l’ora di non nascondersi dietro ipocrisie e falsità e di affrontare i tabù e temi della convivenza reciproca con sincerità e chiarezza se si vuol davvero essere veri operatori di pace.

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