Marocco e Algeria, ennesima scintilla di tensione in una relazione complicata

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Ahmed Berraou
Italia.

 

 

Sono più di vent’anni che le relazioni tra Il Marocco e l’Algeria se definiscono complicatissimi con la chiusura delle frontiere, i due Paesi fratelli non fanno che passare periodi di vive tensioni, seguiti da momenti più placati. Proprio nel 1994 all’indomani dell’attentato avvenuto a Marrakech, da allora non hanno smesso di accusarsi a vicenda e l’episodio dei giorni scorsi nella provincia di Feguig al confine Marocco algerina in una regione chiamata “El-Arja” un cui le forze della guardia frontiere algerine hanno installato tende militari e hanno decretato ai contadini e i pastori marocchini di non avvicinarsi a quella regione dove ci sono loro terre coltivate, questo episodio ha suscitato un’ulteriore prova del progressivo incrinarsi delle relazioni tra i due Paesi.

Al contempo gli ultimi mesi dopo che il regno del Marocco ha incassato il riconoscimento degli stati uniti d’America della sovranità totale di Rabat sul territorio completo del Sahara, l’Algeria non ha smesso di accusare il Marocco e specialmente l’operazione militare dell’esercito marocchino a Guerguerat nel confine con la Mauritania, viola il cessato di fuoco firmato nel 1991.

Dopodiché il re Mohammed VI, in una lettera indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ritenuto l’Algeria “palese responsabilità” nella questione del conflitto del Sahara, in quanto è “quello che finanzia, abbraccia, sostiene e fornisce supporto diplomatico al Fronte Polisario “.

Le accuse reciproche non si trattano solo della questione del Sahara, ma anche per problemi di frontiere, lotta al terrorismo, traffico di merce e e di droga, l’immigrazione clandestina e gli attacchi verbali tra le due diplomazie e responsabili politici specialmente nei mezzi di informazioni, ma senza dubbio le posizioni divergenti che hanno peggiorato le relazioni già fragile e il fascicolo del Sahara, mentre il regno del Marocco ha proposto la realistica soluzione di un’autonomia estesa della regione Sahara fatta di un accordo internazionale tra il Marocco e il fronte del Polisario, l’Algeria sembra ferma nel passto sul referendum decretato delle nazioni unite che non ha visto luce per l’impossibilità di eseguire il censimento, e così tutte le speranze di riconciliazione sono annientate causa proprio della mentalità chiusa e aggressiva del regime militare algerino.

E sembra che L’ultima azione algerina del 18 Marzo a Feguig contro i contadini marocchini si colloca in un contesto incomprensibile, e potrebbe essere una reazione algerina ai recenti eventi tra i due paesi e alla vittoria marocchina nel fascicolo del Sahara, e non ha senso tirare fuori un conflitto di confine fermo dal 1972 in questi momenti di tensioni in quale secondo alcuni dati i due Paesi primi in Africa nella corsa agli armamenti paesi afro-arabi-islamici dove ci sono più lagami anche tra tribù nel confine e tra i due popoli magrebini.

La regione di confine tra l’Algeria e il Marocco vive tensioni da quasi 50 anni. Una guerra scoppiata tra i due paesi nell’ottobre 1963 a causa della disputa su questa regione, era conosciuta come la “Guerra della sabbia”, che si è conclusa il 20 febbraio 1964, con la firma dell’accordo di cessato del fuoco e la determinazione di una zona smilitarizzata tra i due paesi.

I contadini marocchini dell’oasi di Figuig e il loro dilemma; hanno investito per anni in terre che potevano essere loro sottratte in qualsiasi momento, come avviene ora, il problema è come risarcire questi agricoltori loro bene e diritto, e questo è qualcosa che il Marocco subentra rispetto ad alcuni problemi precedenti tra i due Paesi, le autorità marocchine risarciranno gli agricoltori con altri pascoli e luoghi agricoli, perché si rendono conto che l’Algeria sta attraversando una fase difficile e vuole aprire un fronte con il Marocco per influenzare l’opinione pubblica locale e il Marocco non vuole dare loro questa opportunità.

La continua chiusura di confini tra i due paesi ha interessato le città di frontiere tra i due Paesi, la città di Tlemcen in Algeria, e in quanto la città marocchina di Oujda, che dista 10 minuti dal confine, ha subito un continuo calo del turismo e del commercio al suo interno, che ha portato a aumento dei tassi di disoccupazione a circa il 20 per cento, secondo l’Economist.
La chiusura dei confini non è nell’interesse dei due paesi, perché Algeria e Marocco sono paesi chiave nel nord Africa, e ci sono irrisolti problemi tra di loro che devono essere risolti subito.

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