L’APPELLO DELLE COMUNITÀ MAROCCHINE IN ITALIA : NON LASCIAMO SOLA LA POPOLAZIONE SAHARAWI NEI CAMPI ALGERINI

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FIRENZE *:  NON LASCIAMO SOLA LA POPOLAZIONE SAHARAWI NEI CAMPI ALGERINI: L’APPELLO DELLE COMUNITÀ MAROCCHINE IN ITALIA.

 

“Il diritto alla pace e alla libertà della popolazione sequestrata nei campi di Tindouf in Algeria detta “Saharawi”, anche se non è stata mai intervistata, identificata e registrata dall’HCRm è sempre in pericolo. Dopo 45 anni dalla deportazione e sequestro sul territorio algerino, e dopo 29 anni dal cessate-il-fuoco si sono riaperte le ostilità da parte del gruppo Polisario basato in Algeria con un blocco della strada internazionale che collega Marocco alla Mauritania nel valico Guergarat”.

È quanto si legge nella lettera-appello siglata da Federazione Africana in Toscana (FAT), Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI), Spazio Marocchino Italiano per la Solidarietà (SMIS), Forum Italo Marocchino per le Relazioni Bilaterali, Solidarietà Italo-Marocchina per lo Sviluppo e la Partecipazione (S.I.M.S.P.), Euromed Ability Onlus e Daawa.odv.

“Davanti ai ripetuti e vani richiami, per liberare la strada dalle bande armate, richiami indirizzati dall’ONU ai separatisti del Polisario mandati dall’esercito algerino, il banditismo del Polisario diventato arrogante mettendo in pericolo la vita dei viaggiatori e merci per oltre due settimane”, continua la lettera. “Si dice in Toscana “la pazienza ha un limite” e così il Marocco non aveva un’altra scelta dopo aver segnalato il caso all’ONU ha reagito come fanno tutti i paesi sovrani: le Forze Armate Reali (FAR) sono intervenute in modo professionale e pacifico senza contatto con gli elementi delle bande (60 persone) costruendo un cordone e hanno ripristinato la situazione in 34 minuti con zero morti e zero feriti. E così le bande hanno bruciato le loro tende e hanno abbandonato la zona”.

“Ora il flusso stradale rientrato alla normalità, i lavori sono in corso per ricostruire le strade danneggiate dai vandali del Polisario. Regna la calma e i conducenti marocchini e stranieri sono molto soddisfatti”, scrivono i firmatari della lettera, che aggiungono: “i veri Saharawi che rappresentano una minoranza nei campi per noi sono per sempre nostri fratelli marocchini: è il momento di ritornare alla Patria. Le altre persone, di origini algerine, maliane, mauritane e del resto d’Africa, sono in una situazione imbarazzante e dovrebbero avere risposte risolutive dall’Algeria e dai rispettivi paesi di provenienza”.

“Per questo – spiegano le organizzazioni – ci uniamo all’appello delle tante associazioni, da sempre impegnate nelle iniziative di dialogo, solidarietà e cooperazione, affinché le istituzioni, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’Europa, si attivino subito affinchè le bande non mettano più piede a Guergarat e nelle zone vietate alla circolazione dall’ONU, secondo l’accordo del cessate-il-fuoco siglato separatamente dal Marocco e dal gruppo Polisario con la missione dell’ONU”.

“Lo dobbiamo a una popolazione che da decenni vive in campi algerini senza il riconoscimento di rifugiato HCR, senza identificazione, senza diritto di lavoro, sanità, giustizia, proprietà, libertà di espressione”, sottolineano i firmatari dell’appello. Una popolazione “diventata una risorsa economica preziosa per il Polisario – accusano – visto il dirottamento degli aiuti umanitari internazionali, e per l’Algeria che pretende il 5% dagli stessi aiuti concessi generosamente anche dall’Italia. L’UE è allarmata. Alcuni “volontari” in Italia teleguidati d’Algeri, dopo la chiusura del rubinetto redditizio in nome del finto “popolo saharawi”, si trovano in difficoltà economica aggravata anche dal Covid-19. Ma ora stanno chiedendo soldi per inutili progetti nei campi”.

Bisogna aiutare “i tanti bambini dei campi detti “Saharawi” che da anni durante l’estate vengono portati nei nostri comuni della nostra regione (la Toscana – ndr) in una flagrante strumentalizzazione politica proprio come sono usati nei campi come bimbi soldato, purtroppo”.

Con la lettera – appello si chiede “all’Algeria di bloccare i miliziani armati e alle bande criminali di non mettere più piede in queste zone per una pace duratura, che potrà concretizzarsi solo attraverso il rispetto dell’ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Altrimenti le Forze Armate Reali del Marocco saranno costrette a difendersi e contrastare ogni invasione o attività in questi territori”.

“Chiediamo all’Algeria – concludono i firmatari dell’appello – di mettersi al fianco del Marocco e degli altri paesi di questa popolazione e con l’ONU per disarmare le milizie del Polisario, rimpatriare tutti e smantellare i campi definitivamente”. 

Fonte:aise.it

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