di Giuseppe Cicogna
“La vera gioia e la vera felicità non hanno prezzo. Se non si riesce a sopravvivere, non si possono neppure ottenere gioia e felicità.”
Inizia con queste due righe La Via della Felicità, un libricino che potrebbe essere definito il primo codice morale, non religioso, unicamente basato sul buon senso.
E’ stato scritto da L. Ron Hubbard come sua opera indipendente e viene ristampato e distribuito in moltissime lingue da individui, associazioni, aziende organismi, gruppi di volontariato.
Solo tra Torino, Cuneo e provincia ne sono state distribuite quasi 150.000 copie. La sua ampia diffusione in aree ad alta tensione come Los Angeles, Bogotà, Caracas, Taipei, Quito e molte altre località nel mondo, ha contribuito a rinsaldare i legami di fratellanza e cooperazione tra fazioni in conflitto, partecipando alla riduzione di atti violenti e crimini.
Purtroppo assistiamo ancora ad una quantità sopraffacente di tumulti, ingiustizie, sommosse, manifestazioni pacifiche che si tramutano in disordini, per non parlare di veri e propri conflitti e guerre. Ecco perché la divulgazione de La Via della Felicità deve proseguire su una sfera sempre più ampia.
In una società che tende a sottolineare fino ad ingigantire l’egoismo, la forza del potere e del denaro, ad amplificare chi fa la voce più grossa, il libro ci ricorda buone pratiche che “sappiamo già”, ma leggendolo ci rendiamo anche conto di trascurare in maggior o minor misura.
Persone competenti, sane, sobrie, oneste, abili e produttive, che vivono in armonia con i loro simili e con l’ambiente, sono persone felici e tutto farebbero fuorché essere violente, litigiose e distruttive.
La felicità, non ha prezzo. Non è una banale condizione di spensieratezza irresponsabile. Richiede un certo lavoro personale che i ventuno capitoli del libro ci suggeriscono di fare. Tutte cose che non costano denaro, ma un po’ di sano impegno personale, quello sì.
Facendole attivamente si produce un effetto costruttivo personale e su ciò che ci circonda.
Senza additare né incolpare nessuno, neppure se stessi. Semplicemente assumendo un atteggiamento fiducioso nei confronti della propria capacità di far andare bene le cose e mettendo in pratica quei principi universali di buon senso, ognuno di noi può contribuire a rendere migliore la società, indipendentemente dal contesto politico e da qualsiasi altra cosa. I volontari sono a disposizione di chiunque voglia saperne di più. Ne vale la pena.






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