Marocco, Il Sistema di Contrattazione tra Sostenere il Bilancio e Alimentare le Proteste.

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Ahmed Berraou

 

 

Secondo gli esperti economici, il Marocco è stato costretto, per più di cinque anni, a emanare due decreti al sistema dei contratti nazionali in qualche settori nella funzione pubblica per far fronte alla riduzione della massa salariale nel bilancio dello Stato, e per abbassare la spesa in cui il regno sta annaspando, ovviamente sotto la pressione del Fondo monetario internazionale e per essere in grado di ottenere il debito.
Tra le aree che hanno subito questo duro colpo e che notoriamente prendono di mira la giovane classe operaia dei nuovi contrattuali precari nei campi premordiali: istruzione, sanità, welfare..

Appunto Il Marocco ha adottato un sistema di contratti nel settore dell’istruzione dal 2016 e il numero di professori coinvolti ha raggiunto più di 55.000 in tre coorti.

Tuttavia, la decisione è stata seguita da crisi politiche e sociali che hanno continuato a intensificarsi e continuano ancora, con dei manifestazioni, proteste, disordini pestaggi e violenza conto i neo-professori, neo-infermieri e altri manifestanti precari.
I scorsi giorni ha invaso i social video, foto e testimonianze di persone civili che si sono infiltrati tra le forze dell’ordine e i protestanti uomini e donne con violenze percosse, ferite e molestie, per disperdere la folla degli insegnanti brutalmente creando un moto di indignazione nel paese.

Anche questa domenica sono scesi nelle piazze della capitale Marocchina Rabat centinaio di infermieri con la camicia bianca per denunciare la loro situazione precaria dovuta alla contrattazione in tempo determinato definito anch’esso come “infermieri a contratto forzato” nella piena epidemia Covid-19, senza garanzie né prevenzione.
Le azioni della polizia nei confronti dei manifestanti pacifici hanno scatenato delle dure reazioni nel paese: i filmati dell’intervento pesante della polizia antisommossa si sono diffusi rapidamente online e l’hashtag “#protect_teachers_in_morocco” ha iniziato a fare tendenza sulle popolari piattaforme nei profili di social media.

Le istituzioni del Marocco hanno promosso un’indagine sui fatti sull’onda dell’indignazione che ha portato ad un arresto, ma ad essere messo sotto accusa è l’utilizzo che le forze di polizia, non solo in Marocco, fanno delle norme antiCovid per reprimere le lotte sociali e le proteste di lavoratori e lavoratrici.

Un grido di proteste sembra sollevarsi ogni tanto e da ogni parte del Marocco, soprattutto in questo particolare periodo storico, gli insegnati e infermieri chiedono alle autorità politiche più rispetto per la loro professione e più dignità nei contratti e chiedono subito una riforma contro i famigerati decreti del 2016

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