1- Seduzione color tradimento-cener
di Badal Ravo
traduzione di Mario Rigli
فاتنة بلون الغدر والرماد
E’ tutta la mia vita
Che corro dietro i miraggi
In cerca di un amore romantico
Che mi salvi dall’abisso della mia solitudine
Che mi faccia sorvolare i porti dell’anima
Fino a quando le nuvole non esploderanno in pioggia nel mio palmo
Le stelle brilleranno sulla mia fronte
Il mio cuore sarà rifugio
E sorgente di pace
Per istanti di futura passione
Ma
Il mio cuore è calpestato
Le stelle diventano spine
Nel mio cuore ferito da un ‘amore perso
Nelle stazioni dell’esilio
Nessun paese abbraccia il mio sanguinante amore
Nessuno verserà calde lacrime
Per salvarmi dal freddo dei miei inverni
Nessuna intimità danzerà nella mia poesia
Solo il tempo si infrange nella mia testa
Là dove le strade della Siria mi ricordano il tempo delle conquiste
E le civiltà di cui non ho visto le bellezze
O quale sentimento, si vende in questo paese
Dove si vendono le torri che si innalzano nel cielo traditore
Qui … cominciano le aste
Degli schiavi
Dell’amore
Qui si sputerà sulla storia e sul nettare delle passioni
Perché qui dimorano i tesori di re Salomone
Qui
Nulla merita una lacrima
Ieri fioriva la canzone “notti d’amore a Vienna”
Che pensava a Smahane (*)
Al tempo dei Cesari e degli Imperatori
Al tempo dei valzer e della musica di Strauss
Ho ballato con loro, e li ho amati
Seducente in un paese di neve e di fuoco
Il tempo di mia nonna
Ma oggi
Il paese delle danze e dei dollari
Gira il suo fucile di traditore
Verso in mio cuore preso di lui
Ma si spezza questo fucile
E scivola la danza del tradimento
Nello stagno della vergogna
E balla la poesia con le beltà del mondo
Le melodie di Strauss e le notti di piacere a Vienna.
(*) Smahane: cantautrice libanese
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2 – e nascono le poesie
di Badal Ravo
traduzione di Mario Rigli
وتولد القصائد
Ballare sulla sabbia
Avventurarsi
Per un momento di passione
Penare per un istante di libertà
Rischiare
Viaggiare
Giocare d’azzardo
Per avere un sole
Di baci e di oceani
Oltrepassare linee
Rosse
Scoppiare di speranza e di passione
Per la nascita di una poesia
Non essere triste, non disperare, poeta
Vagabondare è il tuo destino
E la danza sulle sabbie dell’esilio ….
3 – Il mio paese e io siamo stranieri
di Badal Ravo
traduzione di Mario Rigli
انا و وطني غريبان
Partiamo, paese mio, partiamo
Attraverso oceani e mari
Ti porterò dentro me, nel mio esilio
Faremo pellegrinaggio al Taj Mahal
Per incensarci dell’amore e della purezza
Che non trovo nel mio popolo
Andremo a salutare Che Guevara a L’Avana
Per ricordare le vittorie del nostro popolo affamato
Andremo in Kashmir
Troveremo forse il vero amore
Nel mio paese respiriamo cultura importata
Vivremo insieme, paese mio
Saremo stranieri in esilio
Dove non saremo sommersi da valanghe di ghiaccio
Né da offerte di patriottismo
Tu ed io
Siamo stranieri
Fra i nostri come in esilio
4- Dementeمجنون
di Badal Ravo
traduz. di Mario Rigli
In una patria dimenticata
Alla periferia delle nazioni
In un quartiere popolare
Dove politici mai passano
Né sogni
C’era un uomo umile
Piegato sotto i debiti e gli affanni
Si impicca al ventilatore della sua misera camera
Prova un po’ di calore per la prima volta
E d’amore ….
I vicini corrono verso il cadavere appeso al soffitto
Lo piangono i ragazzi del quartiere e i poveri
Effimera era la sua vita
Una vita banale di un anonimo
Quando escono i giornali
come ogni giorno
riportano un gran titolo sulla pagina della cronaca:
“Uno schizofrenico si suicida!”
Sulle pagine di un altro giornale,
Titolo cubitale:
Un folle ci lascia in silenzio.
Allora “khedrou”(*)
Non ci lasciare silenziosamente
E senza un grande funerale.
(*) Khedrou era il pazzo più famoso del Kurdistan, viveva a Dohuk
5 – Quando la poesia si avvelena
di Badal Ravo
traduzione di Mario Rigli
حين تتسمم القصائد
Sul ponte di un fiume
Che scorre impetuoso
Cammina un poeta,
Nel suo immaginario
Cento e cento poesie danzano.
Una cade nel fiume
E nel preciso istante
Il poeta comincia a piangere.
Dice chi passa:
Quanto è fedele, il poeta, ai suoi versi
Che diventano cibo per i pesci!
E i pesci cominciano a galleggiare,
Morti, sulla superficie dell’acqua.
La poesia era avvelenata!
In quel momento la gente sa
Che i marcescenti versi
Erano di un poeta depravato
Scritti per un politico viziato in un tempo avariato






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