Diverse città francesi sono state teatro, oggi, giovedì, di proteste e disordini, mentre gli studenti delle scuole secondarie hanno proseguito le loro manifestazioni contro il deterioramento delle infrastrutture scolastiche, la carenza di risorse e la difficoltà degli esami.
Il ministro francese dell’Istruzione, Édouard Geffray, aveva dichiarato ieri, mercoledì, in un’intervista all’emittente RTL, che decine di persone sono rimaste ferite dall’inizio dell’ondata di proteste studentesche, scoppiata la scorsa settimana. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha invece riferito che le autorità hanno arrestato 600 persone, per la maggior parte minorenni, nell’ambito delle manifestazioni.
Al Jazeera Mubasher ha diffuso immagini che mostrano il lancio di gas lacrimogeni e momenti di inseguimento e scontro tra le forze dell’ordine e i manifestanti, i quali lanciavano bottiglie vuote contro gli agenti e tentavano di sfondare le porte di uno degli edifici nella città di Tolosa, nel sud-ovest del Paese. Altre immagini hanno mostrato assembramenti davanti ad alcune scuole e cortei per le strade.
Sono state inoltre diffuse immagini di scontri tra la polizia e i manifestanti nella città di Saint-Denis, a nord della capitale Parigi.
Arresti e feriti
Ieri, martedì, immagini trasmesse dalle emittenti francesi hanno mostrato file di agenti di polizia nella città di Lione e studenti radunati all’esterno delle loro scuole nelle città di Lille e Saint-Denis. A Lille e Lione, alcuni manifestanti hanno dato fuoco a cassonetti dei rifiuti e ad altri materiali.
Le proteste degli studenti sono coincise con uno sciopero di più ampia portata nel settore pubblico, indetto dai sindacati. Geffray ha dichiarato che 76 persone, tra studenti e personale scolastico, sono rimaste ferite.
Le manifestazioni e le occupazioni delle scuole sono diventate un punto di forte tensione politica in un momento delicato per la Francia. Il governo dovrebbe presentare oggi, giovedì, il bilancio dello Stato per il 2027, che dovrebbe prevedere tagli alla spesa pubblica con l’obiettivo di ridurre la pressione sulle finanze pubbliche.
Esponenti del partito La France insoumise hanno preso parte alle manifestazioni. Secondo quanto riferito dall’Agence France-Presse (AFP), esponenti politici e rappresentanti di altre forze politiche hanno criticato il partito per il suo discorso, sostenendo che contribuisca ad alimentare la rabbia degli studenti.
L’agenzia ha inoltre citato l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), secondo la quale la spesa della Francia per l’istruzione primaria e secondaria si colloca nella fascia intermedia tra i Paesi membri. Tale spesa è aumentata tra il 2015 e il 2022, ma la sua quota sul bilancio complessivo è diminuita leggermente.
Secondo quanto riferito dall’agenzia citando alcuni studenti che partecipano alle proteste, le classi sono sovraffollate e non vi sono insegnanti sufficienti. Il governo, da parte sua, considera le proteste irresponsabili, ma riconosce che le difficoltà presenti nelle scuole secondarie devono essere ammesse e affrontate.
Fonte: Al Jazeera






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