Omicidio di Voghera. “Giustizia per Youns”, sabato manifestazione della comunità musulmana in piazza Vittorio Veneto a Biella

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*DI VINCENZO LERRO

 

La comunità musulmana che risiede e lavora a Biella e nel Biellese ha organizzato una manifestazione pubblica e pacifica, aperta a chiunque voglia prendervi parte, di solidarietà ai familiari del defunto Youns El Boussettaui, il 39enne di origini marocchine ucciso a Voghera da un colpo di pistola esploso da Massimo Adriatici, assessore-sceriffo del Carroccio, ora ai domiciliari (e trasferito per motivi di sicurezza in un luogo segreto).

Saranno presenti i familiari del 39enne di origini marocchine (che fino al 2012 risiedeva a Ponderano) ucciso con un colpo di pistola dall’assessore-sceriffo della Lega Massimo Adriatici

La manifestazione è prevista per sabato prossimo 31 luglio, in piazza Vittorio Veneto a Biella, a partire dalle ore 16.

«Di sicuro sappiamo che arriveranno da Bologna i familiari di Youns, la sorella, i fratelli e i genitori – spiega Mohamed Es Saket (foto qui accanto), consigliere comunale del PD Biellese e personaggio di spicco all’interno della comunità musulmana locale -. Molti nostri connazionali sono in ferie, quindi sono tornati con le loro famiglie al Paese d’origine, ma chi è ancora sul territorio sarà sicuramento al nostro fianco».

«Comunque – continua Mohamed Es Saket –, Biella non sarà invasa, come lascia intendere un giornale locale, sarà una manifestazione assolutamente pacifica. Vogliamo solo chiedere giustizia per un nostro fratello ucciso in modo assurdo. Non vogliamo creare problemi, né caos. Questa mattina, proprio in seguito a quanto apparso su quel giornale, mi ha contattato la Digos per chiedere quante persone ci saranno. Ma io come faccio a saperlo? Non sono in grado di dire quanta gente arriverà in città».

Youns El Boussettaui ha vissuto nel Biellese fino al 2012. Abitava a Ponderano ed era molto noto tra i suoi connazionali per aver gestito un centro di telefonia, un dei primi aperti in città, in via Trento, quando ancora non tutti avevano a disposizione un cellulare per chiamare i familiari rimasti in patria.

*Fonte: bitquotidiano.it

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